Scoliosi: come trattarla?

La scoliosi è una deformità permanente e tridimensionale della colonna vertebrale che associa una deviazione laterale sul piano frontale rispetto alla verticale ad una rotazione delle vertebre sul piano orizzontale, attorno al proprio asse, tali da determinare spostamenti e deformità degli annessi del rachide (gabbia toracica, cingolo scopo-omerale e bacino), comportando anche una modificazione delle curve sul piano sagittale. Quando la scoliosi è associata a una deviazione sul piano sagittale (cifosi) si parla di cifoscoliosi.

Sfortunatamente la scoliosi è una patologia che, a differenza di altre, non può essere prevenuta; è una deformità vertebrale che può essere in genere solo fermata nella sua evolutività con le cure a nostra disposizione e quasi mai del tutto risolta.

Una cosa è certa: essa insorge in modo subdolo, senza dolore e senza compromettere lo stato di salute generale dell’individuo, per cui i segni iniziali della scoliosi possono sfuggire facilmente all’osservazione. Non è raro che venga scoperta occasionalmente dai genitori o a un controllo medico occasionale quando la curva ha già raggiunto valori angolari rilevanti, ossia troppo tardi per poter tornare indietro.

Le attività fisiche e sportive, nei giovani affetti da scoliosi, sono generalmente controindicate le attività a livello agonistico, soprattutto quelle mobilizzanti del rachide, perché rendono la colonna più flessibile e quindi più facilmente deformabile. Fra queste segnaliamo la ginnastica artistica, la ritmica, la danza classica, il nuoto.

È importante citare un luogo comune oramai sfatato da tempo: quello del nuoto, come “toccasana” della scoliosi. In passato, quando si riteneva che levare il paziente dall’azione nefasta della forza di gravità potesse avere un effetto terapeutico, il nuoto, in quanto condotto in scarico, veniva considerato lo sport ideale. Oggi si sa invece che, in un soggetto affetto da scoliosi, è più importante potenziare le capacità di opporsi alla forza di gravità e che, quindi, in questo senso è utile praticare degli sport in carico.

I dati della ricerca scientifica hanno sfatato un altro luogo comune: quello degli sport asimmetrici come “nocivi” per lo scoliotico. E’ stato dimostrato che la frequenza della scoliosi è identica nei soggetti che fanno sport simmetrici e asimmetrici. Il tennis o la scherma possono sviluppare di più i muscoli di un lato, ma non provocare o far peggiorare una scoliosi iniziale.

Nel trattamento della scoliosi particolarmente indicata risulta la pratica della cosiddetta “ginnastica correttiva” sotto la supervisione di un esperto.